La Percolazione

La percolazione è una delle tecniche più avanzate e complete per l’estrazione dei principi attivi delle piante. Impiegata da secoli nella fitoterapia e nella preparazione di estratti vegetali, si basa sul passaggio controllato di un solvente attraverso il materiale vegetale secco, consentendo un’estrazione graduale ed efficace delle sostanze attive.

Il termine “percolazione” deriva dal latino percolare, che significa “filtrare attraverso”, e descrive il processo mediante il quale un liquido attraversa un materiale solido, goccia a goccia, estraendone i composti solubili. A differenza della macerazione, che prevede una lunga immersione della pianta nel solvente, la percolazione consente di ottenere estratti più concentrati concentrati e con minore presenza di impurità in tempi ridotti.

 

EVOLUZIONE STORICA DELLA PERCOLAZIONE

L’origine della percolazione risale all’antichità, quando si cercavano metodi più efficaci per ottenere i principi benefici delle piante. I primi percolatori rudimentali erano costituiti da contenitori in argilla o legno, con un’apertura inferiore che permetteva il filtraggio del liquido attraverso il materiale vegetale. Con l’evoluzione delle conoscenze erboristiche e farmaceutiche, si è passati all’uso di recipienti in vetro o metallo, dotati di filtri e regolatori di flusso, che garantiscono un’estrazione più precisa ed efficace.

Nel corso del XIX secolo, la percolazione divenne uno standard nelle farmacopee europee, utilizzata per la preparazione di tinture officinali e altri estratti vegetali. Oggi, la tecnica è impiegata sia in ambito artigianale che industriale per ottenere estratti puri e titolati, fondamentali nella fitoterapia e nella cosmetica naturale.

 

Percolatore

IMPORTANZA DELLA SCELTA DEL SOLVENTE

Uno degli aspetti fondamentali della percolazione è la selezione del solvente, che influisce direttamente sull’efficacia dell’estrazione. La combinazione tra acqua e alcol è la più utilizzata, poiché consente di solubilizzare una vasta gamma di principi attivi. L’acqua è indispensabile per estrarre composti idrosolubili come mucillagini, polisaccaridi e alcuni flavonoidi, mentre l’alcol è il miglior solvente per alcaloidi, tannini e alcuni oli essenziali.

Tuttavia, è importante sottolineare che le sostanze liposolubili, come resine, carotenoidi e oli essenziali in forma pura, non possono essere estratte efficacemente solo con acqua e alcol. Per questi composti, è necessario utilizzare solventi specifici come oli vegetali (es. olio d’oliva, di jojoba o di girasole) oppure metodi avanzati come l’estrazione con CO₂ supercritica e a Corrente vapore.

La gradazione alcolica deve essere scelta in base alla specifica composizione fitochimica della pianta e ai principi attivi che si intende estrarre. Sebbene un approccio classico preveda l’uso di tre gradazioni progressive (ad esempio 30°, 60° e 90°) per ottenere un estratto completo, questa metodologia non è applicabile universalmente. Ogni pianta possiede una composizione chimica unica e richiede un’analisi approfondita per determinare la corretta proporzione tra acqua e alcol.

Alcune piante rilasciano i loro principi attivi già con una bassa gradazione alcolica, mentre altre necessitano di percentuali più elevate per solubilizzare composti specifici. Per questo motivo, prima di procedere con la percolazione, è fondamentale uno studio fitochimico della pianta per garantire un’estrazione ottimale.

 

Fattori che influenzano l’estrazione

Saturazione del solvente: un solvente può dissolvere solo una certa quantità di principi attivi prima di saturarsi. È quindi essenziale monitorare il rapporto tra pianta e solvente per evitare estrazioni incomplete.

Selettività del processo: non tutti i principi attivi si estraggono con la stessa facilità; alcuni composti sono più solubili di altri e il tempo di contatto con il solvente incide sulla qualità dell’estratto.

Stabilità dell’estratto: la percolazione permette di ottenere prodotti più stabili rispetto alla macerazione, poiché limita l’esposizione all’ossigeno e riduce il rischio di ossidazione e degradazione.

 

perchè anche nella macerazione con vaso chiuso ermeticamente può verificarsi ossidazione?

Ossigeno già presente nel contenitore
Anche se il vaso è chiuso ermeticamente, una certa quantità di ossigeno resta inevitabilmente intrappolata all’interno al momento della chiusura. Rimane in contatto per giorni o settimane con il solvente e i principi attivi, e può innescare reazioni di ossidazione lente ma costanti, soprattutto se il contenitore non è completamente pieno e presenta uno spazio d’aria residuo.

Durata prolungata del processo
Durante la macerazione, la pianta può rimanere a contatto con il solvente anche per 20–30 giorni. Questo tempo prolungato offre maggiori possibilità all’ossigeno residuo e agli enzimi vegetali di interagire con i composti attivi, aumentando il rischio di degradazione o ossidazione.

 

I vantaggi della percolazione

La percolazione offre numerosi vantaggi rispetto ad altre tecniche estrattive, grazie alla sua capacità di ottimizzare l’estrazione senza alterare i principi attivi.

Efficienza superiore: il passaggio del solvente garantisce un’estrazione uniforme e completa.

Minore degradazione termica: il processo avviene a temperatura ambiente o con un riscaldamento minimo, preservando i composti termolabili.

Maggiore purezza dell’estratto: il percolatore funge da sistema di filtraggio naturale, eliminando residui solidi e impurità.

Migliore conservazione: grazie alla presenza dell’alcol e della glicerina vegetale, l’estratto è stabile nel tempo e meno soggetto a ossidazione e contaminazione microbica.

Percolato e erbe triturate
Autoproduzione e Cosmetica

Handmade
La percolazione rappresenta una risorsa preziosa per chi desidera produrre cosmetici in modo artigianale. Permette di ottenere materie prime direttamente dalle piante, riducendo la dipendenza da ingredienti industriali e garantendo la qualità e la freschezza degli estratti. Questa pratica valorizza l’autoproduzione consapevole, unendo efficacia cosmetica e rispetto per l’ambiente.

La percolazione rappresenta una delle metodologie più avanzate per ottenere estratti vegetali altamente concentrati e puri. Grazie alla sua capacità di preservare le proprietà della pianta e alla selezione accurata delle gradazioni alcoliche in base agli studi fitochimici, consente di ottenere prodotti efficaci e stabili, ideali per applicazioni fitoterapiche e per la formulazione di preparati naturali di alta qualità. Con il suo equilibrio tra tradizione e innovazione, continua a essere una delle tecniche più apprezzate nella preparazione di estratti vegetali.

 

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Eleonora Barmasse
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