Il Carnevale di Verrès: storia e tradizione di una festa medievale

Il Carnevale Storico di Verrès è una delle rievocazioni medievali della Valle d’Aosta. Ogni anno il borgo ritorna al Quattrocento, trasformando la storia in esperienza vissuta e condivisa. Non si tratta di una semplice festa, ma di un racconto antico che prende forma nelle strade, nelle piazze e sotto lo sguardo del castello, coinvolgendo l’intera comunità.

Verrès non si limita a ricordare il passato: lo abita. Per alcuni giorni il tempo sembra rallentare e il borgo assume l’aspetto e il ritmo di un centro medievale, dove la vita sociale, il potere e la festa si intrecciano come accadeva secoli fa.

Le origini storiche della rievocazione

Bruno Balma e Leda Colombot, Conti del Carnevale 1949.
I primi a incarnare, nel dopoguerra, lo spirito del Carnevale Storico di Verrès.
Bruno Balma e Leda Vitali in Colombot, Conti del Carnevale 1949.
I primi a incarnare, nel dopoguerra, lo spirito del Carnevale Storico di Verrès.

La rievocazione si ispira a un episodio tradizionalmente collocato nel 1450, quando Caterina di Challant, châtelaine e signora feudale di Verrès, appartenente al ramo principale della potente casata dei Challant, insieme al marito Pierre d’Introd, nobile e signore di Introd, scese nel borgo e concesse al popolo un giorno di festa e libertà. In un’epoca segnata da rigide divisioni sociali e da rapporti gerarchici ben definiti, questo fatto fu percepito come un evento fuori dall’ordinario.

La figura di Caterina di Challant è storicamente documentata e si inserisce in un contesto politico complesso, legato alle vicende dinastiche della famiglia Challant nel XV secolo. Dopo la morte del padre Francesco di Challant (1442), la successione dei feudi fu oggetto di contesa con i parenti maschi. In questo clima di tensione, secondo la tradizione locale, Caterina cercò anche il sostegno della comunità di Verrès attraverso un atto pubblico di apertura verso il popolo.

La memoria di quella giornata si è tramandata nei secoli ed è diventata il cuore del Carnevale di Verrès. Il racconto non celebra solo una figura storica, ma un momento simbolico di incontro tra nobiltà e popolazione, in cui l’ordine sociale si allenta temporaneamente per lasciare spazio alla festa condivisa.

Secondo le fonti locali, l’episodio è ricordato soprattutto per l’acclamazione del popolo, espressa nel grido «Vive Pierre d’Introd et Madame de Challant! Vive! Vive! Vive!». A questa acclamazione si accompagna il racconto della discesa dei due consorti nel borgo, dell’incontro pubblico in piazza al suono di pifferi e tamburi e del ballo condiviso con la comunità, elementi che la rievocazione odierna ripropone in forma simbolica e cerimoniale.

La rievocazione storica oggi

Durante il Carnevale, Verrès cambia volto in modo profondo e riconoscibile. Il borgo medievale diventa uno spazio scenico vivo, dove la rievocazione storica non è affidata a pochi figuranti, ma coinvolge attivamente gran parte della popolazione. Abitanti, associazioni locali e volontari partecipano alla costruzione collettiva dell’evento, contribuendo a rendere credibile il ritorno al Quattrocento.

Le strade e le piazze si riempiono di costumi ispirati al XV secolo, realizzati seguendo modelli storici coerenti con l’abbigliamento nobiliare e popolare del tardo Medioevo. Tessuti, colori e fogge degli abiti permettono di distinguere chiaramente i ruoli sociali: nobili, soldati, popolani, musici e guardie. Questo aspetto visivo non è casuale, ma parte integrante della narrazione storica.

La presenza della musica è costante. Tamburi, strumenti a fiato e suoni ritmati accompagnano i cortei e scandiscono i momenti ufficiali della rievocazione. Il borgo non fa da semplice sfondo, ma diventa parte integrante della scena: balconi, scalinate, vie strette e piazze vengono utilizzati come spazi narrativi, restituendo l’immagine di un paese che ritorna al suo assetto medievale.

Uno dei momenti centrali della rievocazione è l’arrivo solenne di Caterina di Challant, châtelaine di Verrès, e di Pierre d’Introd, signore di Introd. I due personaggi storici vengono accolti ufficialmente dalle autorità locali e dalla popolazione, secondo un rituale che richiama il rapporto tra potere feudale e comunità. Questo passaggio rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del Carnevale di Verrès.

Secondo la tradizione rievocata, Caterina riceve temporaneamente il potere civile del borgo. Per la durata del Carnevale, l’assetto istituzionale contemporaneo viene simbolicamente sospeso e Verrès ritorna idealmente sotto il governo della sua Châtelaine. Questo gesto richiama il ruolo storico di Caterina di Challant come châtelaine e signora feudale, figura autorevole capace di rappresentare l’equilibrio tra autorità e comunità.

La rievocazione di questo passaggio non è intesa come celebrazione del potere, ma come restituzione di un equilibrio antico tra signoria e popolo. La popolazione non è spettatrice passiva: accompagna, accoglie, partecipa. All’interno di questa messa in scena rientrano anche momenti rituali affidati a figure simboliche come il Ciambellano, incaricato di proclamare pubblicamente l’apertura del tempo di festa secondo una formula tradizionale, ripresa dalla memoria storica locale.

Per tutta la durata della festa, Verrès vive una sospensione simbolica del tempo. Il borgo non racconta semplicemente la sua storia, ma la mette in scena attraverso gesti, rituali e presenze che si ripetono ogni anno, mantenendo vivo il legame tra memoria storica e identità locale.

Carnevale: festa in piazza

Il ballo e il corteo nel borgo

Il gesto più rappresentativo della rievocazione è il ballo di Caterina di Challant con il popolo. Questo momento si svolge nella piazza principale del borgo, sotto le mura del Castello di Verrès, ed è il cuore simbolico dell’intero Carnevale. La châtelaine, in abito quattrocentesco, scese nel borgo, invitata dal potente prevosto Pierre de Chissé, e si mise a danzare insieme ai popolani, festanti, che si erano riuniti nella piazza sottostante la chiesa.

Il ballo non è una semplice coreografia, ma la rievocazione di un gesto che la tradizione locale identifica come l’atto fondativo della festa. Le fonti narrative locali descrivono questo momento come un ballo spontaneo e condiviso, accompagnato da strumenti popolari e vissuto come gesto pubblico di apertura verso la comunità, successivamente ritualizzato nella rievocazione carnevalesca.

Nel contesto medievale, la danza condivisa aveva un forte valore sociale: rappresentava un momento di riconoscimento reciproco e di temporanea sospensione delle gerarchie. Per questo, nella rievocazione di Verrès, il ballo di Caterina assume un significato preciso e riconoscibile, diventando il simbolo di un Carnevale inteso come tempo di libertà e incontro.

Attorno a questo momento centrale si sviluppa il grande corteo storico. Nobili, soldati, popolani, musici e figuranti percorrono le vie del borgo seguendo un tracciato che valorizza le strade medievali e le piazze storiche. I costumi riproducono in modo coerente le diverse condizioni sociali del Quattrocento: abiti ricchi e strutturati per la nobiltà, vesti più semplici per il popolo, armature e insegne per le guardie.

La presenza della musica accompagna l’intero corteo. Tamburi e strumenti ritmici scandiscono il passo e contribuiscono a ricreare un’atmosfera sonora compatibile con le rievocazioni medievali. Il borgo diventa così uno spazio narrativo continuo, dove ogni angolo partecipa alla messa in scena della storia.

In alcune edizioni, il corteo prosegue anche in forma serale con la fiaccolata. Le luci delle torce illuminano le pietre delle case e le mura del castello, creando un’atmosfera suggestiva che rafforza l’impressione di un ritorno al passato. La fiaccolata non è solo un elemento scenografico, ma un modo per restituire l’esperienza visiva e sensoriale di un borgo medievale prima dell’illuminazione moderna.

Attraverso il ballo, il corteo e la fiaccolata, la rievocazione storica di Verrès costruisce un racconto unitario, in cui la storia non viene spiegata, ma vissuta. È in questi gesti ripetuti ogni anno che il Carnevale mantiene il suo significato più profondo e la sua continuità nel tempo.

Il ruolo del Castello di Verrès

Carnevale di Verres  " Il Castello "

Il Castello di Verrès è parte essenziale della rievocazione storica e ne costituisce uno degli elementi più riconoscibili. Non è solo una cornice scenografica, ma il simbolo concreto del potere feudale che, tra la fine del XIV e il XV secolo, controllava la valle centrale della Dora Baltea. La sua struttura compatta e militare, diversa da quella di altri castelli residenziali, racconta la funzione di controllo e difesa che ebbe nel Medioevo.

Costruito alla fine del Trecento per volontà di Ibleto di Challant e completato nei primi decenni del Quattrocento, il castello era il centro del potere signorile sul borgo di Verrès. Durante il Carnevale, la sua presenza rende credibile il ritorno al Quattrocento perché colloca la rievocazione nello stesso luogo in cui si svolgevano le vicende storiche evocate. Non si tratta di un’ambientazione ricostruita, ma di uno spazio autentico che conserva la memoria del passato.

Nel corso della rievocazione, il castello diventa un punto di riferimento visivo e simbolico. Le mura che normalmente dominano il paese dall’alto sembrano aprirsi idealmente alla comunità, richiamando il gesto attribuito a Caterina di Challant quando scese tra il popolo per condividere la festa. In questo modo, il castello non rappresenta solo l’autorità, ma anche il legame storico tra la signoria e la vita del borgo.

La presenza del castello rafforza il valore storico del Carnevale di Verrès, distinguendolo da molte altre feste in costume. La rievocazione non si svolge in uno spazio neutro, ma in un luogo che è stato realmente teatro di potere, decisioni e relazioni sociali. È questo legame diretto tra monumento, storia e tradizione che rende il Carnevale Storico di Verrès particolarmente autentico e riconoscibile.

Una tradizione che continua

Il Carnevale Storico di Verrès si distingue per la sua forte identità storica. Al centro non ci sono maschere anonime, ma una storia precisa, personaggi reali e un rito che si ripete ogni anno. La rievocazione non serve solo a ricordare il passato, ma a mantenerlo vivo, trasformando la memoria storica in un momento di incontro, partecipazione e comunità.

In questo intreccio tra storia documentata, memoria popolare e rievocazione simbolica, il Carnevale Storico di Verrès continua a rinnovare ogni anno un racconto antico, trasformando un episodio del passato in un’esperienza collettiva viva e condivisa.

Un sincero ringraziamento a Tiziana Balma per il suo aiuto nella stesura dell’articolo e per il generoso dono della fotografia dei primi Conti, offerta con affetto in memoria del suo papà.

Un pensiero personale

Carnevale di Verres, Ottavio Giovanetto

Alla fine di questo racconto sento il bisogno di fermarmi un momento e di pensare a Ottavio Giovanetto.

Io l’ho conosciuto.
Non solo come figura del Carnevale, non solo come storico o come ciambellano, ma come persona. Una persona che parlava del Carnevale di Verrès con gli occhi che si accendevano, con rispetto e con amore vero. Per lui non era una festa qualunque: era memoria, identità, appartenenza.

Era un uomo di grande cultura e di grande intelligenza, ma anche una persona semplice, libera nel modo di pensare e di essere. In un tempo che non lasciava sempre spazio alla libertà di essere sé stessi, seppe distinguersi per intelligenza, misura e profondità. Non aveva bisogno di mettersi in mostra: bastavano le sue parole, il suo modo di fare, il suo esempio.

Questo articolo lo dedico a lui, con affetto e riconoscenza.
Perché alcune persone, anche quando non ci sono più, continuano a camminare accanto a una comunità intera. E Ottavio Giovanetto, per Verrès, è ancora lì.

– Sito ufficiale del Carnevale Storico di Verrès
– LoveVDA – Portale turistico ufficiale della Valle d’Aosta
– Ministero della Cultura – Rievocazioni Storiche
– Regione Autonoma Valle d’Aosta – Cultura e Tradizioni
– Castello di Verrès – documentazione storica

immagini
Immagini tratte dalla pagina Facebook ufficiale Carnevale Storico di Verrès.
Informazioni storiche e culturali da fonti istituzionali e divulgative locali.

Nel prossimo articolo l’attenzione si concentrerà sul Carnevale della Coumba Freida.

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Eleonora Barmasse
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