Acqua di mare in cosmesi handmade: come usarla e perché è interessante

L’acqua di mare può essere utilizzata nella cosmesi handmade?
È una domanda interessante, soprattutto oggi che nelle formulazioni cosmetiche troviamo sempre più spesso ingredienti che arrivano dal mondo marino: alghe, microalghe, fanghi, minerali e naturalmente acqua di mare.
Quando formuliamo in casa siamo abituati a utilizzare acqua distillata, idrolati, infusi o altre basi acquose. L’idea di sostituirne una parte con acqua marina può quindi sembrare insolita.
In realtà l’acqua di mare in cosmesi è già utilizzata e può comparire nell’INCI con il nome Maris Aqua o Sea Water.
La cosa importante è capire che non stiamo parlando semplicemente di “acqua con del sale dentro”.
L’acqua marina è una soluzione naturalmente ricca di sali minerali e contiene, oltre al sodio e ai cloruri, anche magnesio, calcio, potassio, solfati e altri elementi presenti in quantità minori.
Ed è proprio questa composizione che rende l’acqua di mare interessante dal punto di vista cosmetico.
Ma attenzione: interessante non significa miracolosa.
Vediamo quindi come possiamo inserirla in una formulazione handmade, quali sono i suoi possibili vantaggi e soprattutto quali precauzioni dobbiamo avere.
Acqua di mare in cosmesi handmade: posso prenderla direttamente dal mare?
La prima domanda probabilmente è questa.
La risposta è: meglio di no.
Raccogliere una bottiglia di acqua direttamente dal mare e utilizzarla in una crema, in un tonico o in un gel non è una buona pratica formulativa.
L’acqua marina naturale può contenere microrganismi, materiale organico e contaminanti presenti nell’ambiente.
Anche un mare apparentemente pulitissimo non ci permette di conoscere la reale qualità microbiologica dell’acqua che abbiamo raccolto.
Nella cosmesi handmade è quindi molto più corretto utilizzare acqua di mare purificata venduta come materia prima cosmetica, possibilmente accompagnata da scheda tecnica.
In questo modo abbiamo un ingrediente più controllato e adatto ad essere inserito nelle nostre preparazioni.
Esattamente come non utilizzeremmo qualsiasi acqua di rubinetto per formulare una crema, non dovremmo utilizzare casualmente acqua raccolta sulla spiaggia.

Acqua di mare: cosa contiene davvero?
La prima cosa che viene in mente pensando all’acqua di mare è naturalmente il sale.
Ed effettivamente una parte importante dei minerali disciolti è costituita da sodio e cloruri.
Ma l’acqua marina contiene anche:
• magnesio
• calcio
• potassio
• solfati
• bicarbonati
• altri minerali presenti in quantità più piccole
La salinità media dell’acqua oceanica è intorno al 3,5%, anche se può cambiare a seconda della zona geografica.
Quindi possiamo immaginarla come una sorta di acqua naturalmente mineralizzata.
Questo però non significa che tutti questi minerali attraversino automaticamente la pelle o che ciascuno di essi svolga un’azione cosmetica precisa.
Quando leggiamo, per esempio, che un’acqua contiene magnesio, calcio o potassio, dobbiamo evitare il passaggio troppo semplice:
“Contiene questo minerale, quindi sulla pelle farà sicuramente questo”.
La pelle è una barriera molto complessa e il comportamento dei minerali dipende da molti fattori.
Ed è proprio qui che entrano in gioco gli studi scientifici.
Acqua di mare e pelle: cosa dice la ricerca scientifica?
Negli anni sono state studiate diverse acque particolarmente ricche di minerali e diverse soluzioni saline.
Uno degli esempi più conosciuti riguarda i sali del Mar Morto, molto più concentrati rispetto alla normale acqua marina.
Alcuni studi hanno osservato effetti interessanti sulla pelle secca e sulla funzione della barriera cutanea.
In particolare è stato studiato il ruolo del magnesio, uno dei minerali presenti anche nell’acqua di mare.
In uno studio pubblicato sull’International Journal of Dermatology, soggetti con pelle atopica secca hanno effettuato bagni con una soluzione contenente il 5% di sali del Mar Morto ricchi di magnesio.
I ricercatori hanno osservato un miglioramento dell’idratazione cutanea, della funzione barriera, della ruvidità e del rossore.
Questo significa che mettere acqua di mare in una crema produce automaticamente gli stessi effetti?
No.
Ed è importante dirlo.
Lo studio riguarda una particolare soluzione minerale e condizioni ben precise. Il Mar Morto, inoltre, ha una concentrazione di minerali molto diversa da quella dell’acqua marina normale.
Lo studio però ci offre un’informazione interessante: alcune soluzioni minerali possono interagire con la barriera cutanea e influenzarne alcuni parametri.
È molto diverso dal dire semplicemente che “l’acqua di mare cura la pelle”.
Acqua di mare e idratazione: il sale non secca?
Qui arriva probabilmente il dubbio più comune.
Dopo una giornata al mare spesso la pelle tira e i capelli sembrano più secchi.
Allora perché dovremmo mettere acqua di mare in un cosmetico?
Perché una formulazione cosmetica è completamente diversa da un bagno in mare.
Quando usciamo dall’acqua e lasciamo evaporare l’acqua sulla pelle, i sali rimangono sulla superficie.
In una crema, invece, possiamo utilizzare una quantità controllata di acqua marina e combinarla con ingredienti che aiutano a mantenere l’idratazione e la morbidezza.
Per esempio:
• glicerina
• pantenolo
• Sodium PCA
• betaina
• acido ialuronico
• gel di aloe
• polisaccaridi
• oli e burri vegetali
Quindi non penserei all’acqua di mare come a un “idratante” nel senso classico del termine.
Penserei piuttosto a una componente mineralizzata della fase acquosa.
È il resto della formulazione a determinare se il prodotto finale sarà idratante, emolliente, leggero oppure più nutriente.
Quanta acqua di mare usare in una formula handmade?
Qui non esiste una percentuale valida per tutte le formule.
La tentazione potrebbe essere quella di pensare:
“Se è interessante, sostituisco tutta l’acqua distillata con acqua di mare”.
Non è necessariamente una buona idea.
L’acqua di mare contiene sali, e i sali possono modificare il comportamento di altri ingredienti della formula.
Alcuni gelificanti, per esempio, lavorano bene anche in presenza di elettroliti. Altri invece possono perdere viscosità.
Lo stesso vale per alcuni sistemi emulsionanti o per determinati polimeri.
Per questo nella cosmesi handmade preferisco ragionare sull’acqua di mare come parte della fase acquosa, anziché considerarla automaticamente una sostituzione totale dell’acqua distillata.
La percentuale va scelta in base:
• al prodotto che vogliamo ottenere
• alla sensibilità della pelle a cui è destinato
• agli altri ingredienti presenti
• alla tolleranza agli elettroliti del gelificante o dell’emulsionante utilizzato
Ed è sempre utile fare prima una piccola prova.
In quali cosmetici possiamo usare l’acqua di mare?
Qui iniziano le possibilità più interessanti.
L’acqua di mare in cosmesi handmade può essere inserita, per esempio, in:
• tonici viso
• gel
• sieri acquosi o gelificati
• creme viso
• maschere
• prodotti corpo
• spray cosmetici
• prodotti destinati alla cute
• cosmetici ispirati al mondo marino
Non è necessario utilizzarne quantità elevate.
Anche una formula in cui rappresenta soltanto una parte della fase acquosa può essere costruita intorno al concetto di cosmetica marina.
E può essere molto interessante abbinarla ad altri ingredienti provenienti dal mare.
Acqua di mare e alghe: un abbinamento naturale
Se vogliamo creare una vera formulazione ispirata al mare, uno degli abbinamenti più immediati è quello con le alghe.
Le alghe sono da tempo utilizzate in cosmetica e possono apportare polisaccaridi, minerali, pigmenti e numerose altre sostanze interessanti.
Possiamo quindi immaginare formulazioni nelle quali l’acqua di mare rappresenta la base mineralizzata e gli estratti di alghe completano il prodotto.
Per esempio, una maschera viso potrebbe contenere acqua marina, un estratto di alga, un umettante e una componente emolliente.
Oppure un gel molto leggero potrebbe combinare acqua marina, aloe, pantenolo e un estratto marino.
Una crema potrebbe invece utilizzare una piccola percentuale di acqua di mare insieme a una fase lipidica ben studiata.
Non dobbiamo quindi pensare al mare soltanto come fonte di minerali.
Il mondo marino offre oggi alla cosmetica alghe, microalghe, polisaccaridi, lipidi e numerose molecole che vengono studiate anche dalla ricerca cosmetologica moderna.
Acqua di mare e pelle mista o grassa
L’acqua marina può essere particolarmente interessante quando vogliamo realizzare prodotti dalla sensazione fresca e leggera.
Per questo può trovare facilmente posto in formule destinate alla pelle mista o tendente all’untuosità.
Attenzione però a non chiamarla automaticamente “seboregolatrice”.
Il fatto che una soluzione salina possa lasciare una sensazione leggermente più asciutta sulla pelle non significa che abbia necessariamente ridotto la produzione delle ghiandole sebacee.
Sono due cose diverse.
In un cosmetico per pelle mista possiamo invece associarla a ingredienti scelti specificamente per quell’obiettivo, costruendo una formula leggera e piacevole.
Quindi l’acqua di mare può partecipare alla formulazione, senza essere necessariamente il principale ingrediente funzionale.
Acqua di mare e pelle secca
Qui bisogna ragionare bene sulla formula.
Utilizzare acqua marina da sola su una pelle molto secca può non essere particolarmente piacevole.
Ma utilizzarne una piccola percentuale all’interno di una crema contenente umettanti, oli, burri o altri emollienti è completamente diverso.
Per esempio possiamo compensare la presenza dei sali con:
• glicerina
• Sodium PCA
• pantenolo
• acido ialuronico
• una fase lipidica ben costruita
È sempre il prodotto completo che dobbiamo valutare.
Questo è un principio importantissimo della cosmetica handmade: un ingrediente non lavora mai isolatamente.
Acqua di mare e pelle sensibile: meglio essere prudenti
Anche in questo caso eviterei generalizzazioni.
Una pelle integra può tollerare molto bene una determinata percentuale di acqua marina.
Una pelle estremamente sensibile, irritata o con barriera compromessa può invece avvertire bruciore o pizzicore a contatto con soluzioni saline.
Per questo, quando formuliamo per una pelle molto reattiva, può essere più prudente partire con percentuali basse.
In caso di patologie dermatologiche naturalmente il discorso cambia ancora: il cosmetico non sostituisce il trattamento medico.
Acqua di mare sui capelli: quando può essere utile?
Questo è un capitolo molto interessante perché l’effetto dell’acqua di mare sui capelli è immediatamente riconoscibile.
Dopo una giornata al mare i capelli possono sembrare:
• più corposi
• più mossi
• più texturizzati
Non a caso esistono moltissimi spray che cercano di riprodurre proprio il famoso effetto beach waves.
Ma lo stesso sale che crea texture può rendere progressivamente il capello più ruvido.
Per questo eviterei quantità importanti di acqua marina nei prodotti destinati a capelli:
• molto secchi
• decolorati
• fortemente trattati
• fragili
• molto crespi
Se l’obiettivo è ammorbidire e ridurre il crespo, probabilmente abbiamo ingredienti più adatti.
Diverso è il discorso per uno spray texturizzante oppure per un prodotto destinato soprattutto alla cute tendente al grasso.
Anche qui l’acqua marina può diventare una delle componenti della formula, non necessariamente l’ingrediente principale.
Una piccola linea cosmetica con acqua di mare
Per chi ama formulare in casa, l’acqua di mare può diventare anche il punto di partenza per costruire una piccola linea cosmetica coerente.
Potremmo immaginare, per esempio:
• un tonico minerale leggero
• un gel viso acqua marina e aloe
• una crema viso con acqua marina e alghe
• una maschera cremosa marina
• un trattamento corpo
• un gel leggero per la cute
L’errore sarebbe pensare che tutti questi prodotti debbano contenere grandi quantità di acqua di mare.
Al contrario, una buona formula nasce dall’equilibrio.
Il fascino della cosmetica marina
Il rapporto tra mare e bellezza non nasce certamente oggi.
Bagni marini, fanghi e trattamenti legati alla talassoterapia hanno una lunga tradizione.
La cosmetica moderna ha però fatto un passo ulteriore.
Non utilizza semplicemente “il mare”, ma studia le singole materie prime provenienti dall’ambiente marino e cerca di comprenderne caratteristiche, composizione e possibilità di utilizzo.
Ed è forse questo l’aspetto più interessante anche per chi pratica la cosmesi handmade.
Non dobbiamo utilizzare un ingrediente perché è naturale, esotico o di moda.
Dobbiamo prima chiederci:
• che cosa contiene?
• come si comporta nella formula?
• a quale tipo di prodotto è adatto?
• con quali altri ingredienti posso abbinarlo?
In questo modo anche una materia prima apparentemente semplice come l’acqua di mare diventa uno strumento formulativo molto più interessante.
Acqua di mare in cosmesi handmade: conclusioni
L’acqua di mare può trovare spazio nella cosmesi handmade.
Contiene naturalmente sali minerali come sodio, magnesio, calcio e potassio e alcune ricerche scientifiche hanno mostrato che particolari soluzioni minerali possono interagire favorevolmente con alcuni parametri della barriera cutanea.
Non significa però che l’acqua marina sia una cura miracolosa né che debba sostituire tutta l’acqua presente nelle nostre formulazioni.
Il modo più interessante di utilizzarla è probabilmente considerarla per quello che realmente è: una fase acquosa naturalmente mineralizzata, da inserire in quantità ragionate all’interno di una formula completa.
Possiamo abbinarla a glicerina, aloe, pantenolo, Sodium PCA, acido ialuronico, estratti di alghe, emollienti e molti altri ingredienti, scegliendoli in base al prodotto che vogliamo realizzare.
E soprattutto, per la cosmesi handmade, utilizziamo acqua marina purificata e destinata all’uso cosmetico, non quella raccolta direttamente durante una giornata in spiaggia.
Il mare può diventare una splendida fonte d’ispirazione cosmetica.
Ma, come sempre, il vero segreto non è mettere un ingrediente nella formula perché “fa bene”.
È capire perché lo stiamo usando e che cosa vogliamo ottenere.
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Fonti scientifiche
PubMed – National Library of Medicine
Proksch E. et al., Bathing in a magnesium-rich Dead Sea salt solution improves skin barrier function, enhances skin hydration, and reduces inflammation in atopic dry skin, International Journal of Dermatology, 2005.
PubMed – National Library of Medicine
Water, salts and skin barrier of normal skin – studio dedicato all’interazione tra soluzioni contenenti sali minerali e barriera cutanea.
International Journal of Cosmetic Science / PubMed
Studi sull’assorbimento cutaneo di magnesio e calcio provenienti da acque mineralizzate e sul ruolo del veicolo cosmetico.
Marine Drugs – PubMed Central
Marine Natural Products as Innovative Cosmetic Ingredients – review sulle materie prime marine utilizzate in cosmetica.
Marine Drugs – PubMed Central
Phycocosmetics and Other Marine Cosmetics, Specific Cosmetics Formulated Using Marine Resources – review sull’impiego cosmetico delle risorse marine e sulla qualità microbiologica e chimica delle materie prime.
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