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Passiflora incarnata L.

“Un fiore così complesso da sembrare disegnato per raccontare una storia, tra simbolismo, tradizione e preziosi flavonoidi.”

La Passiflora è una pianta che si riconosce al primo sguardo. I suoi fiori hanno una struttura sorprendente: petali chiari, una corona di filamenti bianchi e violacei e, al centro, organi riproduttivi molto evidenti. Non è il classico fiore dalla forma semplice, ma una piccola architettura vegetale, elegante e quasi misteriosa.

Passiflora incarnata L. appartiene alla famiglia delle Passifloraceae. È una pianta perenne e rampicante, provvista di viticci con i quali si aggrappa ai sostegni. È originaria delle regioni centrali e orientali degli Stati Uniti e delle Bermuda, ma nel tempo è stata introdotta anche in altri Paesi, compresa l’Italia.

Il nome non deriva dalle proprietà rilassanti per le quali la pianta è conosciuta in erboristeria. La parola Passiflora nasce dall’unione dei termini latini passio, passione, e flos, fiore. I missionari cristiani videro nella sua forma alcuni simboli della Passione di Cristo: la corona di filamenti venne associata alla corona di spine, i tre stimmi ai chiodi e le cinque antere alle ferite. È una lettura simbolica nata dall’aspetto del fiore, non una caratteristica legata alla sua attività sulla pelle.

Della pianta vengono utilizzate le parti aeree essiccate, costituite principalmente da fusti e foglie e che possono comprendere anche fiori e frutti. La raccolta viene effettuata durante la fioritura, indicativamente tra la fine della primavera e l’estate.

È altrettanto importante non confondere Passiflora incarnata con Passiflora caerulea, spesso coltivata nei giardini, o con Passiflora edulis, conosciuta soprattutto per il frutto. Sono specie diverse e non possono essere sostituite l’una con l’altra soltanto perché appartengono allo stesso genere.

Per approfondire l’identificazione e le caratteristiche botaniche delle diverse specie di Passiflora, è possibile consultare Acta Plantarum, progetto dedicato allo studio della flora spontanea d’Italia. Il portale offre schede botaniche, immagini e informazioni utili per distinguere correttamente le diverse specie.

https://www.actaplantarum.org

SCHEMA COMPARATIVO

Per realizzare un estratto cosmetico casalingo è importante controllare sempre il nome botanico completo della pianta. La semplice indicazione “passiflora” non è sufficiente, perché può riferirsi a specie differenti.

La scelta più prudente consiste nell’acquistare la droga vegetale già identificata ed essiccata, sulla cui confezione siano riportati chiaramente il nome Passiflora incarnata L. e la parte della pianta utilizzata. È invece sconsigliato raccogliere una passiflora ornamentale dal giardino senza avere la certezza della specie.

Per l’uso cosmetico casalingo, la Passiflora può essere utilizzata sotto forma di percolato, tintura madre e estratto idroglicerico, scegliendo il tipo di preparazione in base al prodotto che si desidera realizzare.

L’infuso può sostituire una parte dell’acqua nella preparazione di gel, creme, lozioni e tonici. Il percolato e l’estratto idroglicerico sono particolarmente adatti alle formule cosmetiche perché semplici da dosare e da aggiungere nella fase finale. La tintura madre, contenendo alcol, deve invece essere utilizzata in piccole quantità e soprattutto nei prodotti nei quali la presenza alcolica risulta adatta.

La Passiflora può essere utilizzata sotto forma di infuso, percolato, tintura madre o estratto idroglicerico nella preparazione di:

  • creme e gel per la pelle mista o delicata;
  • tonici e lozioni per la pelle spenta e stressata dagli agenti esterni;
  • prodotti antiossidanti dedicati alla pelle matura;
  • cosmetici pensati per dare sollievo alla pelle soggetta a rossori occasionali;
  • preparazioni per il corpo nelle quali si desidera un’azione leggermente astringente;
  • emulsioni, gel e lozioni destinati a mantenere la pelle morbida e in buone condizioni.

Principali composti e interesse cosmetico

Flavonoidi: sono tra i principali composti di interesse della Passiflora incarnata. Tra questi troviamo vitexina, isovitexina, orientina, isoorientina, schaftoside e isoschaftoside. Sono particolarmente interessanti per la loro attività antiossidante e per il loro possibile interesse nelle formulazioni cosmetiche dedicate alla pelle delicata e soggetta ad arrossamenti.

Sostanze volatili: la pianta ne contiene piccole quantità. Non rappresentano però la principale frazione di interesse cosmetico, che riguarda soprattutto gli estratti ottenuti con acqua, glicerina o alcol.

Alcaloidi: nella Passiflora incarnata sono presenti, in quantità molto basse o in tracce, alcuni alcaloidi appartenenti al gruppo delle β-carboline. Non costituiscono la principale frazione di interesse cosmetico della pianta.

Altri composti: nella pianta sono stati individuati anche derivati cumarinici e un glicoside cianogenetico, la ginocardina. Questi componenti non rappresentano il principale interesse degli estratti cosmetici, ma confermano l’importanza di utilizzare materia prima correttamente identificata e controllata.

Nota di sicurezza: Per l’autoproduzione cosmetica è preferibile utilizzare materia prima botanicamente identificata e proveniente da un fornitore affidabile. La corretta identificazione della pianta è però solo uno degli elementi da considerare: la sicurezza dell’estratto dipende anche dalla parte vegetale utilizzata, dal metodo di estrazione, dal solvente, dalla concentrazione e dalla formulazione cosmetica finale.”

La quantità e la presenza di questi composti possono cambiare secondo la parte utilizzata, la provenienza della pianta, il periodo di raccolta e il metodo di estrazione.

L’interesse cosmetico della Passiflora incarnata non deriva dal fatto che tutti i suoi componenti debbano essere estratti, ma dalla possibilità di utilizzare un metodo di estrazione adeguato per ottenere una preparazione contenente una parte dei composti di interesse, in particolare la frazione flavonoidica.

Per questo motivo, nella preparazione di un estratto cosmetico non basta dire semplicemente “facciamo un estratto di Passiflora”: è necessario considerare quale parte della pianta utilizzare, quale solvente scegliere e quale tipo di estratto si vuole ottenere.

La scelta del metodo di estrazione deve quindi essere coerente con l’obiettivo della formulazione e con le caratteristiche della materia prima.

Nei paragrafi successivi vediamo quali sono i principali tipi di estratto di Passiflora utilizzabili in cosmetica e quali caratteristiche presentano.

Tipi di estratto di Passiflora più utili in cosmetica handmade

Tipi di estratto di Passiflora più utili in cosmetica handmade

Tintura madre

In cosmetica può essere utilizzata in lozioni, gel, sieri, creme leggere e prodotti per il corpo, dove contribuisce alle proprietà antiossidanti, lenitive e leggermente astringenti della formula. Nelle emulsioni viene aggiunta generalmente nella fase finale, a freddo.

Poiché contiene alcol, deve essere impiegata con moderazione nei prodotti destinati alla pelle secca, sensibile o facilmente irritabile. Il dosaggio va stabilito in base al rapporto tra pianta e solvente e alla quantità di alcol che la tintura introduce nel cosmetico.

Percolato

Il percolato permette di ottenere un estratto contenente i flavonoidi e gli altri composti solubili nel solvente utilizzato. In cosmetica può essere inserito in gel, sieri, creme, lozioni e prodotti per il corpo, in particolare nelle formulazioni antiossidanti, lenitive e dedicate alla pelle soggetta ad arrossamenti temporanei.

Nelle emulsioni si aggiunge generalmente nella fase finale, a freddo. Deve essere utilizzato in quantità adeguate alla sua effettiva concentrazione. Il dosaggio dipende dal rapporto tra pianta e solventi, dalla concentrazione raggiunta durante la percolazione e dalla quantità di alcol apportata alla formula.

Estratto idroglicerico

È particolarmente adatto a tonici, gel, sieri, creme, maschere e prodotti cosmetici destinati alla pelle delicata, secca o facilmente arrossabile. La glicerina presente nell’estratto contribuisce inoltre a mantenere l’idratazione superficiale e rende questa preparazione più adatta alle formule delicate.

Può essere inserito nella fase acquosa oppure nella fase finale, a freddo. La quantità di glicerina apportata dall’estratto deve essere calcolata insieme a quella già presente nella formula, per evitare un risultato eccessivamente appiccicoso. Il dosaggio va stabilito in base al rapporto tra pianta, acqua e glicerina utilizzato per preparare l’estratto.

Estratti di Passiflora in sinergia

Tintura, estratto idroglicerico e percolato possono essere associati nella stessa formulazione, ma non è sempre necessario utilizzarli tutti insieme. L’estratto idroglicerico può apportare una parte dei flavonoidi e degli altri composti idrosolubili e polari della pianta, insieme alla componente umettante della glicerina. La tintura apporta una frazione idroalcolica, mentre la composizione e la concentrazione del percolato dipendono dal solvente utilizzato e dal rapporto tra pianta e solvente.

Utilizzi della Passiflora nella cosmesi naturale

La Passiflora trova impiego soprattutto nelle preparazioni cosmetiche dedicate alla pelle delicata, facilmente arrossabile o sottoposta agli agenti esterni. La presenza di flavonoidi la rende particolarmente interessante nelle formule antiossidanti e nei prodotti cosmetici dedicati alla pelle delicata.

Tonici e sieri per il viso: adatti alla pelle delicata, mista o spenta. Gli estratti di Passiflora contribuiscono a completare la formula con un’azione antiossidante e leggermente astringente, senza appesantire la pelle.

Creme lenitive e protettive: indicate per la pelle facilmente arrossabile o esposta a vento, freddo e sbalzi di temperatura. Possono aiutare a donare una sensazione di comfort e a mantenere la pelle in buone condizioni.

Gel e creme per il corpo e per le gambe: la Passiflora può essere inserita in preparazioni fresche e leggere, soprattutto in associazione con il Rusco. Questi prodotti sono pensati per donare sollievo e leggerezza alle zone soggette a temporanee sensazioni di affaticamento, senza attribuire al cosmetico proprietà terapeutiche sulla circolazione.

Prodotti dopo la rasatura o la depilazione: l’estratto idroglicerico può essere utilizzato in gel e creme destinate alla pelle temporaneamente arrossata o irritata dopo il passaggio del rasoio o la depilazione.

Maschere e creme antiossidanti: adatte alla pelle matura, spenta o stressata dagli agenti ambientali. La Passiflora può essere associata a ingredienti idratanti ed emollienti per ottenere una preparazione più completa e confortevole.

Estratti di Passiflora in sinergia con altri ingredienti naturali

La Passiflora può essere abbinata ad altri ingredienti vegetali scelti in base al tipo di prodotto e alle necessità della pelle.

Tiglio: adatto alle preparazioni delicate e addolcenti. Completa la Passiflora nei tonici, nei gel e nelle creme destinate alla pelle sensibile o sottoposta a stress ambientali.

Rusco: indicato soprattutto nei gel e nelle creme per il corpo e per le gambe. Si associa alla componente astringente della Passiflora nelle formulazioni cosmetiche rinfrescanti e tonificanti.

Malva: ricca di mucillagini, aiuta a rendere la formula più idratante, morbida ed emolliente, bilanciando la leggera azione astringente della Passiflora.

Camomilla: adatta ai cosmetici dedicati alla pelle delicata e facilmente arrossabile. Può essere inserita insieme alla Passiflora in creme, gel, maschere e prodotti dopo la rasatura o la depilazione.

Calendula: contribuisce a rendere la preparazione più emolliente e protettiva. L’oleolito di Calendula può essere utilizzato nella fase grassa delle emulsioni, mentre l’estratto di Passiflora viene inserito nella fase acquosa o nella fase finale.

Estratti di Passiflora in sinergia con attivi cosmetici moderni

Accanto agli ingredienti vegetali, gli estratti di Passiflora possono essere associati ad alcuni attivi cosmetici moderni, scelti per completare l’azione antiossidante, lenitiva e leggermente astringente della pianta.

Sodium PCA: è un componente del fattore naturale di idratazione della pelle e aiuta a trattenere l’acqua nello strato corneo. Può essere associato alla Passiflora nei tonici e nei gel per evitare che la frazione alcolica dell’estratto o un leggero effetto astringente lascino la pelle troppo asciutta.

Alfa-bisabololo: è un attivo liposolubile apprezzato nelle preparazioni dedicate alla pelle delicata e facilmente arrossabile. Nelle emulsioni completa gli estratti idroglicerici o idroalcolici di Passiflora con una componente inserita nella fase oleosa. È indicato soprattutto nelle creme, nei prodotti dopo la rasatura e nelle formulazioni per il comfort cutaneo.

Vitamina E: agisce nella fase grassa della formula e contribuisce a proteggere gli oli dall’ossidazione. Si abbina bene alla frazione flavonoidica della Passiflora nelle creme e nelle emulsioni antiossidanti dedicate alla pelle matura, spenta o esposta agli agenti ambientali.

La scelta dell’attivo deve tenere conto del tipo di cosmetico, del solvente presente nell’estratto e delle caratteristiche complessive della formula. L’associazione tra più ingredienti deve essere sempre equilibrata, evitando di rendere la preparazione troppo ricca, appiccicosa o difficile da stabilizzare.

La Passiflora è una pianta dal forte valore simbolico, ma possiede anche un preciso interesse cosmetico legato soprattutto ai suoi flavonoidi. I suoi estratti possono essere utilizzati nelle preparazioni antiossidanti, lenitive e leggermente astringenti, dedicate alla pelle delicata, mista o sottoposta agli agenti esterni.

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Eleonora Barmasse
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